San Lorenzo in Collina, il borgo e la sua storia

San Lorenzo in Collina è una delle 14 comunità che costituiscono il comune di Monte San Pietro della città metropolitana di Bologna in Emilia-Romagna. Si tratta della frazione più antica, dove sorse una chiesa plebana il cui dominio si estendeva dal torrente Samoggia al Lavino, dalla montagna ad oltre la via Emilia.

San Lorenzo in Collina, il borgo

Storia

Il territorio fu abitato durante il Paleolitico (punte lanceolate rinvenute a Pradalbino e in età romana vi si trovava un abitato rurale, il vicus Colina (oggi abitato di “Vigo”).

Pieve di San Lorenzo in Collina

Tra il IV e il VI sec. d. C. sulla sommità dell’altura che sormontava l’abitato sorse la plebs Sanctj Laurentij in Colina (pieve di San Lorenzo in Collina). Grazie ad un prezioso elenco dell’anno 1300 delle chiese della diocesi di Bologna, il più antico esistente, rinvenuto presso gli archivi vaticani, si apprende che a questa data appartenevano ancora al suo plebanato ben 17 chiese circondariali.

Nel XV secolo venne meno il sistema delle pievi e San Lorenzo decadde: nel 1474 papa Sisto IV ne concesse il giuspatronato ai conti Grassi a patto che ripristinassero la chiesa e la canonica a rischio di crollare. A questa fase risale l’aspetto attuale della chiesa, con facciata a capanna, rosone e chiostro rinascimentale.

Castello di Capramozza

Il castello sorse nel XII secolo sull’omonimo colle. Apparteneva alla nobile famiglia Galluzzi. Venne distrutto e ricostruito più volte e lo si trova ripetutamente citato nelle cronache bolognesi fino al XVI secolo quando fu definitivamente demolito. L’oratorio del castello, fondato nel 1159, sopravvisse fino al XIX secolo ma fu distrutto dal terremoto di Bologna del 1929. Poi ricostruito nel 1952 nelle sue forme attuali. Nella chiesa del Castello di Capramozza si trovava una statua lignea duecentesca della Madonna in legno d’ulivo unico esempio di scultura lignea duecentesca del contado bolognese.

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L’antico oratorio del castello di Capramozza prima del terremoto del 1929.

Scoperte paleontologiche

Il territorio si sviluppa in gran parte sopra una formazione geologica pliocenica costituita da terre emerse 3 milioni di anni fa e ricche di conchiglie fossili. Nel 1861 il geologo e paleontologo Giovanni Capellini ritrovò, nei calanchi sotto la chiesa plebana, i resti di una balenottera fossile che costituisce il più importante ritrovamento paleontologico del bolognese.

Eventi

Secondo fine settimana di settembre: festa della Madonna del Castello. La festa documentata fin dal XVIII secolo vuole la discesa, in solenne processione, della statua originale lignea della madonna, dal castello alla chiesa plebana, ove rimane tre giorni.
Oggi alla festa religiosa si affianca la sagra paesana, che vede partecipi tutti gli abitanti della frazione di San Lorenzo in Collina, impegnati  nell’allestimento degli stands gastronomici, del mercato dell’usato e di quello del libro, nell’allestimento della chiesa e nell’esecuzione della processione che segue i portantini della statua sacra con tutti i fedeli.

Caratteristiche della recezione turistica

Il territorio di Monte San Pietro presenta rare strutture alberghiere, mentre sono abbastanza numerose le aziende di ristorazione e molto numerose quelle agrituristiche collegate alle attività di tipo agro-vitivinicolo. Le dimensioni di queste attività sono in genere medio-piccole, così come la relativa recettività per il pernottamento.

Il nostro esercizio può accogliere invece fino a 100 coperti sia negli spazi interni (periodo invernale), sia in quelli esterni (periodo estivo).  E’ dunque in grado di sopperire ad una carenza di grandi spazi di accoglienza con somministrazione pasti, per comitive turistiche, e allo stesso tempo potrebbe indirizzare i propri clienti presso le varie attività recettive di pernottamento ubicate sul territorio circostante.

L’area su cui operiamo è in graduale sviluppo urbanistico a partire dagli anni ’80 in poi, dopo il deplorevole abbandono delle zone rurali avvenuto negli anni ’60 e ’70. Oggi è strutturata in modo da soddisfare la popolazione residente sia per ciò che riguarda i servizi di carattere scolastico e di trasporto, che per quelli amministrativi e civici..

La natura offre una flora molto varia in cui trovano habitat e rifugio diverse specie animali caratteristiche. I boschi di latifoglie alternati a vigneti e campi, sono adatti ad ospitare scoiattoli, ricci, istrici, lepri, tassi, volpi, cinghiali, caprioli, per non citare fagiani, pernici, ghiandaie, gazze ladre, poiane e gufi.  E tanti, tanti altri animali bellissimi e visibili con ben pochi sforzi.

Cenni Storici 

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Il borgo di San Lorenzo in collina risale al Medio Evo; rinomato per i suoi estesi vigneti coltivati su di una “marna parte conchigliacea attissima a far produrre ottima et preziosa uva alle viti” (Abate Calindri),si distingue tutt’oggi per la sua bella Chiesa, la cui fondazione data dal 1159 e che fu sede nel XIII secolo di un Capitano o Vicario della Montagna.

La chiesa, situata in posizione panoramica ed assolata, vanta: un campanile che svetta nel cielo con i suoi oltre 30 mt. ; una struttura esterna il cui ultimo restauro risale al 1480, e nel suo interno l’affascinante organo risalente al primo ‘700, tutt’ora utilizzato. Splendido il parco circostante i cui cipressi compiono sino a 300 anni d’età. La casata Aureli (1500) a cui appartenne il Castello di “Capramozza” raccoglie i ceppi delle famiglie Funi, Cremonini-Vignudelli e Mignani, tutt’ora rappresentate e residenti a San Lorenzo in Collina. Sul crocevia nel cuore del paese si affacciano: – La residenza della Famiglia Funi Torri (ricordiamo il Sig.Vittorio Torri Podestà per un decennio negli anni ’30 di Monte San Pietro); – La storica ” Fornace” di mattoni, tuttora indicata in molte carte topografiche, la cui struttura originale è ancora visibile nei muri inclinati dell’edificio una volta denominato “otto colonne”; – La Trattoria Gilberto, che vanta una tradizione storica unica: l’attività commerciale nacque prima del Secondo Conflitto Mondiale, sopravvisse ad esso ed assunse, attorno agli anni ’50, il suo attuale assetto di ristorante e pubblico esercizio. Fu infatti nel 1929 che il Sig. Apollinare Orlandi e la Sig.ra Adele Finelli sua consorte subentrarono a gestire la “bottega” all’interno dei caseggiati della fornace; il negozio era stato a suo tempo avviato dalla Sig.ra Teresa Cremonini proprietaria del complesso e da suo marito Sig.Otello Vignudelli. Persona di grande rispetto fu il loro genero, Prof.Giuseppe Gabelli, insegnante di Storia e Filosofia al Liceo Galvani negli anni ‘35/70. All’epoca nel borgo di San Lorenzo si viveva con decoro: nell’attuale parcheggio della Trattoria vi era un caseggiato che ospitava vari “pigionanti”; inoltre il macellaio, il barbiere,il calzolaio ed il falegname si fermavano saltuariamente in paese per offrire i loro servizi. Nel 1942 il Sig. Apollinare Orlandi e la Sig,ra Adele acquistarono dall’Ing. Camuri la “Palazzina”, che si affacciava sulla piazzetta e nella quale è tutt’ora situata la Trattoria Gilberto, palazzina che risale al 1900 e che fu miracolosamente risparmiata dal bombardamento dell’aprile 1945. Tale bombardamento tuttavia causò vittime civili e distruzione ed abbatté una parte della fornace di mattoni e dell’attiguo forno per il pane, nonché rase al suolo il caseggiato adiacente la palazzina. Dentro all’edificio della trattoria, che era stata in tempo di pace locanda e sala da ballo, (quindi già punto d’incontro fra viandanti e residenti) e che aveva continuato ad essere bottega e rivendita di quel poco di generi di prima necessità reperibili in periodo di guerra, l’attività commerciale non s’interruppe mai. Nel periodo 1946-1952 fu addirittura “terreno di prova” delle prime forme cooperativistiche, pur rimanendovi residente la Famiglia Orlandi. Ed a partire dal 1952 i suoi proprietari ne riassunsero la gestione con un crescendo di lavoro che pian piano trasformò la semplice “bottega” in osteria e bar, e poi in trattoria. Nel 1983 il Sig.Franco Parmeggiani assieme alla sua famiglia acquistò l’immobile dai tre figli del Sig.Apollinare, Franca, Franco e Gilberto Orlandi. Tutt’oggi l’attività prosegue sotto la gestione della Famiglia Parmeggiani al completo: il Sig.Franco ha infatti riunito accanto a sé oltre alla sua consorte Sig.ra Maria Luisa, i figli Fabio e Giovanna e le rispettive famiglie, che risiedono nella “Palazzina di San Lorenzo in collina”. Oggi l’impegno con i nostri Clienti è di abbellire costantemente lo stabile, nonché la veranda panoramica ed il giardino; di restare fedeli alla tradizione impagabile della cucina bolognese, ma senza rinunciare a nuove gustose ricette, né al buon vino DOC dei Colli. Questo ci ha stimolati a creare una discreta enoteca che Vi invitiamo a visitare; troverete in questo stesso sito la nostra Carta dei Vini ed i piatti più rappresentativi del nostro menù. Vi accoglieremo con calore e buona musica se vorrete far visita ad un locale realmente storico, che ha vissuto i momenti più duri della nostra Storia, ma con orgoglio continua ad esistere. VIVA L’ITALIA! Ringrazio di cuore le Signore Lina Torri, Franca Orlandi ed i Signori Lucio Gabelli e Don Antonio Curti, che con garbo e commozione hanno ricordato la loro Storia. Giovanna Parmeggiani.

L’Antica Fornace

L’assetto morfologico del territorio parrocchiale riprende quello già consueto, riscontrabile nelle altre parrocchie di tutta la zona: una dorsale, di quota non elevata, sulla quale core una strada, un tempo certo più importante di ora. Non è difficile individuare un percorso, in parte esistente, in parte ipotizzato che congiunge, sempre su linea di crinale, il nucleo di San Lorenzo e Vigo, un agglomerato paleoindustriale, leggibile nei toponimi la Fornace, il Torchio, il Torchietto, il nucleo di Montemaggiore, Monte S. Pietro, e la zona dei mulini sul Samoggia, della Stella e di Isola. L’antico Mulino della Fornace è l’edificio che ospita la Trattoria Gilberto; ovviamente ha subito molte trasformazioni durante gli anni, sia di funzione che d’aspetto, ma ha conservato intatta la magia di un luogo così bello e intriso di vicende storiche.

 

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